La coppa di Nestore e l’antica Ischia PITHECUSA.

Oggi sul nostro diario di bordo parliamo delle origini della prima colonia isolana della Magna Grecia 

la coppa di Nestore è un reperto archeologico riportato alla luce nella necropoli di San Montano a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, dall’archeologo tedesco Giorgio Buchner.

L’iscrizione sul vaso, che può essere datata intorno all’ultimo venticinquennio dell’VIII secolo a.C.

la coppa faceva parte del ricco corredo della tomba di un bambino di appena dieci anni. Più recentemente, il riesame antropologico dei resti, condotto dalla bioarcheologa e bioantropologa Melania Gigante e da un’équipe di esperti, ha rivelato che, in realtà, i resti cremati associati alla Coppa di Nestore appartengono ad almeno tre individui adulti e ad alcuni animali, tra cui uccelli, capre e un probabile carnivoro di medie dimensioni, forse un cane; mentre non vi è traccia di resti infantili o subadulti. La coppa reca inciso su un lato in alfabeto euboico in senso retrogrado, cioè da destra a sinistra, come da usanza fenicia, un epigramma composto da tre versi, il primo con metro giambico e il secondo e il terzo in perfetto esametro dattilico, che allude alla famosa coppa descritta nell’Iliade di Omero:

L’iscrizione, oltre a testimoniare la fitta rete di relazioni commerciali che i coloni di Pithekoussai svilupparono con il Vicino Oriente e Cartagine, con la Grecia e con l’Europa.

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